Un ritratto di Venezia
La Venezia fiorente, ai tempi del commercio delle sete e delle spezie, è stata straordinariamente ritratta da Vittore Carpaccio, le cui superbe vedute di città mostrano il fasto e la magnificenza dell'architettura e della vita lagunare rappresentata come se le tonalità delle spezie quasi tingessero le calli vivaci inebriate dal viavai di mercanti forestieri, le gondole fluttuanti nel bacino di San Marco, le miriadi di ponti e ponticelli gettati a caso tra le innumerevoli isole e perfino il Ponte di Rialto, centro dei traffici veneziani.
Venezia godeva allora di una forma particolare di amministrazione guidata dal Doge, un leader eletto dal popolo i quali poteri erano minuziosamente definiti dalla costituzione. La potenza della Serenissima non si basava esclusivamente sui vetri policromi di Murano, sulle magnifiche sete preziose o sul sale prodotto in città, ma piuttosto sull'innata capacità di saper acquistare e trasportare merci ricercate dalle contrade più esotiche e lontane; la superiore forza militare le premise poi di imporsi nel Veneto e su tutto l'Adriatico.

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